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Tra le Lectio di Cirulli, il dinamismo di suor Benedetta e i voti perpetui: ecco la rinascita del Monastero di santa Caterina

In calendario le celebrazioni dell’anno giubilare per l’Ottocentenario di San Francesco, con il pellegrinaggio ad Assisi di oggi 22 febbraio

TEANO / CALVI RISORTA / ALIFE / CAIAZZO / SESSA AURUNCA (Elio Zanni) – Quella di questi mesi, quella di questi giorni è la Teano che crede a si risvegliarsi al rintocco delle campane della chiesa-Monastero di Santa Caterina. Assiste e partecipa (e il senso di appartenenza è un bisogno primario come quello di nutrirsi) a una rinascita che profuma di miracolo. Un miracolo? Ma ottenuto come? Facendo passare l’azione quotidiana, le idee, attraverso la rete a maglie strette della “dedizione assoluta”. Non è proprio per tutti, ma c’è pur sempre tutto il resto – la frequentazione della comunità, l’interessamento – l’aiuto e l’ascolto.

E così non pochi, per esempio, in una chiesa di Santa Maria la Nova gremita e vibrante di commozione, hanno assistito a un evento che travalica il semplice rito religioso per farsi segno di una speranza ritrovata: la professione dei voti perpetui della giovane suor Maria Pace di Gesù. Un evento. E un segno, anzi un segnale.

Questo “sì” definitivo, accolto con solennità dal vescovo Giacomo Cirulli e da un’algida Madre Superiora suor Maria Benedetta, può essere letto come la scintilla di un incendio di fede che sta divampando dal borgo medievale di Teano in poi, in un complesso monastico che, invece, fatti avversi avevano destinato all’abbandono e che oggi è restituito alla sua vocazione proponendosi in prospettiva come centro pulsante della nuova grande Diocesi unificata.

un ciclone in Monastero

Un passo dopo l’altro. Dal 15 febbraio 2026, sono sei le religiose della Congregazione Monastica Mater Ecclesiae che animano l’imponente mole del complesso claustrale, sotto la guida carismatica della badessa suor Maria Benedetta, originaria della vicina città di Sessa Aurunca e che si sta dimostrando anello di congiunzione, che è andata (e non smette di andare) «dove finisce il mondo» come missionaria ed è tornata con un dono per tutti: la capacità di risvegliare la fede e di strappare al silenzio del tempo una struttura antica, per riconsegnarla ai contemporanei con un sistema complesso a pensarci bene: con la forza della preghiera e nel contempo della partecipazione dei laici e del clero. Fondamentale in questo progetto, oltre i laici, gli Scout, la presenza di punti di riferimento come don Luigi De Rosa, don Luigi Migliozzi, padre Joddy Jaomiadana.

lectio divina

Pure fondamentale, in questo processo di rigenerazione, è l’azione pastorale posta in essere dal Vescovo Cirulli, la cui guida sta scuotendo le coscienze dei fedeli delle tre diocesi unificate: le sue lectio divina, momenti di ascolto profondo in cui la Parola scritta si fa voce viva, sono diventate appuntamenti imprescindibili, capaci di radunare folle assetate di sapere, di capire.

Occorrerà parlarne più a fondo, ma la notizia di oggi è la celebrazione per suor Maria Pace che ha vissuto momenti d’intensità emotiva, specialmente quando il Vescovo ha evocato il nome di Vincenzo, il padre della neo-suora scomparso dodici anni fa, scatenando una commozione che ha unito idealmente la Nigeria – terra natia della religiosa, rappresentata da una delegazione di sacerdoti – al verde territorio sidicino.

suor Maria Pace

Sotto lo sguardo della madre di suor Maria Pace, giunta per assistere al dono totale di una dei suoi sei figli a Dio, la comunità ha risposto applaudendo, sigillando un legame indissolubile tra la clausura e la città. Ma il fermento in corso non si esaurisce tra le mura di Santa Caterina e i vicoli di Teano. Infatti, la giornata del 15 febbraio 2026 ha visto anche il Vescovo celebrare – presso il Santuario di Sant’Antonio di Padova – l’anno giubilare per l’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco.

l’ostensione della speranza e del rinnovamento

Tanto, con l’annuncio dell’imminente ostensione delle spoglie del Poverello ad Assisi oggi, domenica 22 febbraio 2026, dove il Vescovo Cirulli sta presiede una delle prime celebrazioni. Insomma, la Diocesi Unificata si conferma protagonista di una primavera della fede che, partendo dai tre punti cardine di questa serie di eventi un vescovo visionario, il sacrificio gioioso di una giovane suora e il dinamismo della Badessa e la volontà dei collaboratori laici e del clero, promette di rinnovare il tessuto a più trame del territorio aurunco-sidicino-caleno, a partire da quello spirituale.