Il Giallo dei parcheggi rosa: stallo disabili sparito e strana gestione fondi ministeriali
Due anni di attesa, nessuna risposta da sindaco, Ufficio tecnico e Vigili. E il voluminoso plico sul papocchio di via Gramsci finisce in Procura
TEANO – Il 2024 a Teano è stato un anno “magico”. Un anno talmente fatato che in una strada molto frequentata – via Antonio Gramsci, tra l’altro a vista con la caserma dei Carabinieri – è sparito uno stallo (leggasi parcheggio) per disabili nei pressi di un’attività commerciale non a caso denominata “Istituto Ortopedico Regionale”.
Siccome le magie incuriosiscono grandi e piccini, sempre nel 2024 (quindi ormai due anni fa), un cittadino di Teano, non avendo trovato riscontro alcuno su quella che dovrebbe essere la “Bibbia” del Comune, ossia l’Albo Pretorio, rivolge una puntuale “richiesta di informazioni” all’ufficio comunale ritenuto più adatto allo scopo: il Comando dei Vigili Urbani di piazza del Municipio.

La richiesta reca la data del 13 maggio 2024 e un mese dopo l’argomento approda in Consiglio comunale grazie ad una interrogazione della Consigliera Daniela Mignacco LEGGI QUI. Intanto, al Comando dei Vigili era da poco andato via, tra le polemiche cristallizzate in rete, Fabio De Francesco. Così, il compito di rispondere al pruriginoso quesito è toccato al maresciallo e comandante ad interim Gennaro De Biasio. De Biasio risponde in maniera certosina ed è qui che il mistero, invece di svelarsi, si infittisce. Infatti, il comandante facente funzioni, dichiarando la verità ammette che: «Per quanto riguarda l’eliminazione dello stallo per disabili nei pressi dell’Istituto Ortopedico Regionale, NON SIAMO IN POSSESSO DI ATTI AUTORIZZATIVI». Tradotto: agli atti c’è solo una richiesta di parere dell’Ufficio Tecnico, ma nessuna autorizzazione alla realizzazione dell’opera.
Ci permetterete di leggere tra le righe e per deduzione logica che la cancellazione dello stallo sia stata un atto verosimilmente illecito: per tutte le informazioni in nostro possesso. Occorre però scoprire chi lo abbia ordinato e per quale motivo e con quali soldi sia stata pagata l’opera. Similmente al fatto che lo stesso stallo sia stato ridisegnato – sempre illecitamente – dal lato opposto della strada e nei pressi della locale farmacia. Si confida nell’attivismo del nuovo Comandante dei Vigili urbani, dott. Vincenzo Di Rosa. Attenzione: dai nostri accertamenti è emerso che la proprietaria della farmacia non solo non ha mai fatto richiesta al Comune per avere uno stallo disabili, ma non ha minimamente pensato di piazzare il classico scivolo d’ingresso per le sedie a rotelle.
Il documento del comandante ad interim continua. De Biasio spiega che comunque il Comando «per quanto di competenza aveva espresso – solo – un parere tecnico positivo e quello stallo, privo di tutta la segnaletica necessaria, non era da ritenersi utilizzabile per carenza di segnaletica». Tirando le somme, ne viene fuori un “papocchio” in salsa teanese. Per quanto riguarda, poi, la validità di uno stallo munito di un solo tipo di segnalazione (verticale o orizzontale) non facciamo commenti, ritenendo che basti anche una sola indicazione per renderlo valido. Ma non è questo il problema. Passiamo oltre.
La questione è ben più cocente e si spiega meglio con delle domande: come mai a due anni dall’episodio un problema così grave non è stato ancora risolto dal Sindaco, dall’Ufficio Tecnico e dal Comando dei Vigili Urbani? Chi ha ordinato quella “traslazione” di parcheggio e con quali fondi la ditta ha eseguito tale opera? Forse basterebbe capire a chi giova questa variazione di ubicazione per cominciare a sbrogliare il bandolo della matassa, ma non possiamo fare tutto noi… Sappiamo che della questione, a dicembre 2025, è stata investita la Procura. Per forza.
Un ultimo accenno al caso merita il solito Ufficio Tecnico del Comune di Teano. Dagli atti ivi depositati risulta siano state affidate alla Ditta anche opere di rifacimento e “ricalco” degli spazi per la sosta (le cosiddette “strisce bianche”); opere non contemplate nelle condizioni di elargizione del finanziamento ministeriale. Stiamo parlando, ifatti, di un finanziamento blindato, di fondi vincolati. Soldi destinati alla realizzazione di n. 12 stalli rosa, dal costo di 500 euro ciascuno (6.000 euro in totale), destinati alle donne in stato interessante. Con la clausola obbligatoria per l’Ente di restituire al mittente (su Iban appositamente indicato) eventuali quote parti non utilizzate per la realizzazione degli stalli rosa.
E invece ci risulta che l’Ufficio Tecnico abbia incrementato (senza alcun altro impegno di spesa) il progetto originale con uno strano ricalco ovvero “rifacimento delle strisce bianche” sbiadite. Nulla a che vedere con i parcheggi rosa, semmai un non richiesto eccesso di zelo che può anche essere letto come un escamotage per non restituire allo Stato (alias al altri Comuni) i fondi residui e non utilizzati per la realizzazione dei parcheggi rosa. Su tutto questo abbiamo il dovere morale e civile di chiedere qui spiegazioni all’assessore ai Lavori Pubblici Esposito e al sindaco Scoglio. Ma, siccome il Primo Cittadino potrebbe non avere il tempo di leggere questo articolo, c’è chi ha fatto in modo che gli stessi quesiti siano stati rivolti anche alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Con una domanda bonus finale: in base a quale progetto, quale determina, quale impegno di spesa, e quale autorizzazione l’Ufficio Tecnico ha richiesto il parere ai Vigili Urbani per la “traslazione” dello stallo disabili di via Gramsci?

[NOTA A MARGINE DEL GIORNALE]: non volendo sembrare dei “cattivoni” corre l’obbligo spigare ai nostri cari lettori il motivo per il quale certi nostri articoli finiscono sul tavolo di organismi pubblici come Vigili Urbani, Polizia, Guardia di Finanza, Carabinieri locali e della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Dovete sapere che a Teano (città che in questo periodo di gestione amministrativa meriterebbe per simbolo quello delle 3 scimmiette cinesi) c’è chi prova a difendersi con l’ignoranza: “non so nulla”, “non ho letto i giornali”, “mi informo e le faccio sapere”, “le posso garantire che domani attivo gli uffici preposti per saperne di più”. Risposte simili si possono ascoltare a cantilena durante le sedute di Consiglio Comunale, in specie quando la minoranza interroga la maggioranza pro tempore. E allora per precauzione ogni articolo di denuncia di irregolarità politiche, procedurali e amministrative concreta presunta è appena giusto che possa essere – e sarà – triangolato verso Uffici preposti, Enti superiori di governo e organismi inquirenti.






