La cena del centrodestra era davvero un progetto o solo trattativa a porte aperte?
Tutti i retroscena della settimana che ha scosso gli equilibri politici sessani. I nomi dei protagonisti
SESSA AURUNCA (di TOMMASINA CASALE) – I fatti eclatanti di questa settimana sono la cena di martedì sera e l’assenza di Fusco al bilancio venerdì. Partiamo dalla cena. Quegli esponenti riuniti martedì sera nel pieno centro di Sessa Aurunca, in un ristorante scelto non a caso, uno di quei posti dove tutti passano, tutti vedono e tutti riconoscono, erano davvero tutti concordi nel costruire un nuovo progetto politico alternativo a Gennaro Oliviero? Oppure c’è chi stava semplicemente alzando il prezzo? Perché nella politica locale, si sa, certe cene servono anche a quello.

E guarda caso, in questi giorni, sulla scrivania del sindaco Lorenzo Di Iorio ci sarebbe una poltrona da assegnare, bella comoda e soprattutto ben remunerata. Una di quelle poltrone che fino a ieri occupava qualcuno seduto proprio a quel tavolo e che ha dovuto cedere per scadenza dei termini contrattuali, probabilmente a malincuore, e quindi da assegnare. Non a caso la foto di quella cena ha cominciato a girare sui telefoni di mezza città con una velocità sospetta. Quando vuoi che una cena resti riservata, scegli un posto fuori mano.
Quando vuoi che si sappia, ti siedi in vetrina. E martedì sera qualcuno ha scelto di sedersi ben in vetrina. Detto questo, il contesto politico nel quale si inserisce quella cena merita di essere raccontato per intero. Al tavolo sedevano esponenti di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e movimenti civici, insieme a quattro consiglieri e un assessore della maggioranza che sostiene Di Iorio. Il filo conduttore della serata, raccontato da chi era presente, era uno solo, costruire un’alternativa a Oliviero. Sia chiaro, nessun problema per molti dei presenti a sedersi con Di Iorio per trattare il futuro della città. Il sindaco uscente rimane un interlocutore possibile, forse persino probabile. Ma Oliviero no. Su questo il tavolo era compatto, nessuno ha intenzione di sedersi con l’ex presidente del Consiglio regionale, che nel frattempo ha già fatto sapere di aver puntato tutte le sue fiches proprio su Di Iorio.

Il secondo fatto della settimana condivide con la cena di martedì qualcosa di più di una semplice coincidenza temporale. Venerdì sera il consiglio comunale era chiamato ad approvare il bilancio, uno degli atti più importanti della vita amministrativa di un ente. La sedia di Antonio Fusco era vuota. Non un impegno improvviso, non una indisposizione. Una rottura definitiva, resa pubblica e senza margini di ritorno dalla dichiarazione ufficiale che ha seguito quella sedia vuota: “Dopo due anni di sostegno responsabile all’amministrazione comunale, durante i quali abbiamo anteposto il bene di Sessa Aurunca alle dinamiche politiche e persino a noi stessi, prendiamo atto che quella fase si è conclusa. Le divergenze su visione, priorità e metodo amministrativo esistevano già, ma abbiamo continuato a credere che, attraverso il confronto e il contributo politico, fosse possibile incidere realmente nelle scelte per la città.
Una possibilità che, nei fatti, non ci è mai stata realmente riconosciuta. Oggi quelle divergenze sono diventate profonde e non più conciliabili. Per questo da oggi apriamo una nuova fase di ascolto e confronto, con l’obiettivo di dar vita a una proposta differente, credibile e vicina ai temi che stanno davvero a cuore ai cittadini di Sessa Aurunca. Essere considerati inaffidabili da chi vive la politica come gestione degli equilibri non ci preoccupa. Ci interessa, invece, continuare a essere affidabili agli occhi dei cittadini. La politica, per noi, non si riduce alla gestione del consenso o degli equilibri. Deve tornare a essere visione, coraggio e capacità di incidere realmente sulle scelte.” Chi conosce Fusco sa che quella sedia vuota non racconta di un uomo che si ritira dalla scena, ma di uno che sta già preparando la sua mossa, con una candidatura a sindaco che sente sua da tempo, da costruire senza dover rendere conto né a Di Iorio né, soprattutto, a Oliviero.
E allora viene spontaneo chiedersi: e se i due fatti di questa settimana non fossero poi così distanti tra loro. La cena in vetrina di martedì e la rottura di Fusco di venerdì potrebbero essere due pezzi dello stesso puzzle che si sta componendo in vista delle amministrative del 2027. Due movimenti separati, nati da storie diverse, ma che a un certo punto potrebbero scoprire di avere la stessa direzione di marcia. La poltrona prima o poi verrà assegnata, e a quel punto sapremo se martedì sera si stava davvero costruendo il futuro. Ma su Fusco, i dubbi sono già finiti. Lui ha scelto.







