Picierno lascia il Pd. “Non è più il mio partito”. Puntava alla segreteria nazionale
Decisivo per la sidicina – già in rotta con Schlein – il suo Sì al referendum Giustizia. Cosa cambia a Teano
BRUXELLES / ROMA / TEANO (Elio Zanni) – Pina Picierno lascia il Pd: “La casa dei riformisti non c’è più”, dice. La sidicina Eurodeputata e vicepresidente del Parlamento europeo spiegare le ragioni di questa scelta in esclusiva sul quotidiano Il Foglio. L’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso si ritiene sia stata il referendum sulla giustizia, dove la teanese sostenne (anche con una conferenza ben riuscita a Teano) le ragioni del “Sì” che storicamente e non solo erano condivise dall’area di appartenenza che però Elly Schlein volle stravolgere puntando sul “No”.
In realtà, noi sappiamo che la Pina internazionale, proprio sulla partita del referendum voleva giocare la sua personale partita. In caso di vittoria – che nessuno escludeva – avrebbe avuto tutto il diritto di ambire a ricoprire, in un futuro non lontano e dettato nella tempistica solo dal suo incarico europeo, il ruolo di SEGRETARIA NAZIONALE DEL Pd – Ora però cambia tutto. Perdendo la scommessa del “Si”, la decisione l’eurodeputata quasi obbligata è destinata a far sentire i suoi effetti ben oltre i corridoi di Bruxelles e Roma. Rifessi nel suo piccolo si potranno notare addirittura anche nella sua Teano dove già oggi 4 giugno 2026 nei caffè politici di primo mattino si parlava di «equilibri del tutto cambiati e stravolti dentro e fuori l’amministrazione locale che si regge in equilibrio precario misto, confusionario e forzato tra sostenitori di Villano, Zannini, Oliviero e Iovino ed ex Picerniani». C’è ora che è consapevole di aver perso l’appoggio indiretto di Pina e soprattutto quello diretto – in termini di voti locali – della famiglia Picierno a Teano. Si ridisegneranno le geografie politiche del territorio proprio in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno? Secondo noi: sì.
Tornando al piano nazionale, l’addio rappresenta il culmine di un progressivo allontanamento dalla linea del Nazareno, iniziato subito dopo l’elezione di Schlein alla segreteria. Nel corso del tempo, Picierno ha espresso forti distanze dalla dirigenza su diversi temi chiave: Politica estera e Ucraina: ha più volte criticato la linea del Pd sul sostegno a Kiev, giudicandola poco netta, arrivando a lanciare provocazioni sul tema dell’antisemitismo all’interno del campo della sinistra.
Il caso Idsf: I rapporti interni si erano già fatti tesi a seguito di un incontro di Picierno con l’organizzazione Israel Defense and Security Forum (vicina ai coloni ebraici estremisti della Cisgiordania occupata). L’appuntamento, inizialmente non registrato nell’agenda pubblica della vicepresidente, aveva sollevato dure contestazioni. Riforma della Giustizia: l’ultimo strappo definitivo è consumato sul referendum per la riforma Nordio-Meloni, dove Picierno è stata l’unica figura di primo piano del Partito Democratico a schierarsi apertamente a favore del Sì.






