Code al sole, al container Poste: D’Andrea propone un gazebo, ma Scoglio frena…
La consigliera propone l’installazione a spese dei consiglieri per proteggere i cittadini dal caldo, ma il sindaco rimanda ai solleciti inviati a Poste Italiane
TEANO (elio zanni) – «Sindaco, se non lo può fare il Comune facciamolo noi, personalmente, come amministratori comunali: mettiamo un gazebo per proteggere i clienti in coda all’Ufficio postale, che poi sono i nostri concittadini». Arriva in Consiglio comunale, quello di ieri 15 giugno 2026, tramite un’interrogazione della consigliera Maria Paola D’Andrea, la questione dei disagi sofferti dai clienti di Poste Italiane Spa, costretti ad attendere in coda sotto il sole battente, la pioggia o il vento davanti al container di viale Sant’Antonio.
Della questione ormai parla tutta Teano: si sono verificati problemi seri con bambini e anziani, costretti alle bizze del tempo, il sole la pioggia, oppure ad aspettare in auto col motore acceso ma decine di metri dall’ufficio postale mobile. Si tratta del container che Poste Italiane ha allestito provvisoriamente in attesa dei lavori di adeguamento dell’ufficio postale centrale di piazza Giovanni XXIII, destinato ad accogliere i servizi previsti dal progetto denominato “Polis”; certificati anagrafici e di stato civile, il codice fiscale per i neonati e altri documenti.
Molto bello, ma perchè tutto questo deve passare attraverso un sacrificio dei cittadini? D’Andrea fornisce a Scoglio una spiegazione articolata della situazione e dei disagi che i teanesi sono costretti a subire, i quali «invece potrebbero facilmente essere attenuati con poca spesa» almeno fino agli inizi del mese di luglio. Tra l’altro, a differenza di quanto accade a Roccamonfina, a Teano sono stati azzerati gli orari pomeridiani. D’Andrea chiarisce che il Comune non ha competenze o responsabilità in merito all’ufficio ambulante ma che, però, «si tratterebbe di un segno di rispetto nei confronti dei cittadini».
Ma è qui che emerge la notizia strana, sconfortante e maledettamente vera: non c’è stato nulla da fare. «Ho parlato con il direttore di Teano e ho già scritto alla direzione delle Poste – replica Scoglio – chiedendo appunto di provvedere in tal senso. La settimana scorsa, poi, ho parlato nuovamente con il direttore di Teano, ma mi ha detto che non ci sono novità. E, se non fosse stato per gli impegni della festa di Sant’Antonio, avrei già provveduto a fare un sollecito», ha dichiarato il sindaco. Sulla questione del gazebo da far montare dal Comune a protezione dei cittadini in coda, però, Scoglio glissa e non affronta affatto il problema; anzi, è come se D’Andrea non ne avesse proprio parlato o non avesse posto la domanda.
Per questo, ad ascoltare l’intervento del primo cittadino, si provava quasi un senso di disagio. Scoglio ha infatti replicato: «Consigliera, io ho già scritto, vuole vedere la lettera? Consigliera, vogliamo scrivere il sollecito e firmare una lettera congiunta?». Pronta la risposta di D’Andrea: «No, sindaco, non serve e poi sarebbe un’offesa nei riguardi della sua figura, lei rappresenta già tutto il Comune». Risultato: niente gazebo comunale e nemmeno installato a spese private dei singoli consiglieri, come proposto da D’Andrea. Che tristezza, che delusione.
In Consiglio cade e viene clamorosamente smentita anche la voce che circolava in città, secondo cui ci sarebbe stata un’interlocuzione tra alcuni dipendenti di Poste e membri della maggioranza. Un dialogo in seguito al quale si attendeva solo speranzosi l’installazione di alcuni gazebo gestiti addirittura dalla Protezione Civile. Toccherà ora scoprire chi abbia messo in giro questa balla politica, questa soporifera bugia, ingannando impiegati e cittadini.
Da chiarire che è stato il Comune di Teano ad indicare a Poste Italiane quale doveva essere la Piazza da Utilizzare. Chiaramente con un luogo così isolato come quello di viale Sant’Antonio, la società Poste ha ritenuto non fosse il caso e non fosse sicuro aprire gli sportelli anche di pomeriggio e peggio ancora di sera.






