Cronaca nera

Incendio doloso nell’area sottoposta a sequestro probatorio: la Protezione Civile si improvvisa “Vigili del Fuoco”

Rogo tossico nella zona alberghiera: si cercano i signorotti del malaffare. Scatta il sequestro dell’area

ROCCAMONFINA (Anna Izzo) – I cumuli di rifiuti, sversati da mesi e anni nella zona alberghiera e più volte fotografati per indurre l’amministrazione retta dal sindaco Carlo Montefusco a bonificare l’intero perimetro, non hanno sortito alcun effetto. Al contrario, l’immobilismo ha fatto sì che taluni personaggi appiccassero il fuoco alla tanta immondizia che, a distanza di ore, sta ancora bruciando. Le immagini che pubblichiamo mostrano la parte brutta di Roccamonfina, tenuta nascosta così da poterla imbruttire con rifiuti di ogni genere. Questi ultimi non sempre sono di origine illegale: molti residenti, infatti, hanno assistito al passaggio di mezzi carichi di pattume che veniva sversato nella sopracitata area.

Oggi la zona è stata posta sotto sequestro probatorio ai sensi dell’articolo 354 del codice di procedura penale, che disciplina gli accertamenti urgenti e il sequestro probatorio eseguibili di iniziativa dalla polizia giudiziaria (PG). Questo strumento permette di cristallizzare una scena criminosa e preservare gli elementi di prova prima che vengano alterati o dispersi. Si applica in casi di urgenza, quando il pubblico ministero (PM) non può intervenire tempestivamente e vi è il fondato motivo che le tracce o le cose pertinenti al reato si alterino o vadano disperse.

Questa mattina alcuni volontari della Protezione Civile, su input del sindaco e del delegato al settore Beniamino Martino, hanno dovuto vestire i panni dei vigili del fuoco per spegnere l’incendio. Chi ha dato fuoco ai rifiuti? Le telecamere riusciranno a rivelare l’identità di questi “signorotti del malaffare” che hanno voluto intenzionalmente alterare le prove degli sversamenti? L’intera vicenda si è verificata a due passi dalla stazione dei Carabinieri Forestali di Roccamonfina che, il più delle volte, hanno ignorato il degrado dell’area. Oggi la zona è diventata un’enorme ciminiera che rilascia nell’aria un mix di gas tossici: diossine, monossido di carbonio, metalli pesanti e gas acidi. Insomma, sostanze altamente pericolose per la salute umana.