Processo Lombardi/Cipro, sanzionati testimoni assenti. Flussi bancari e cantieri al centro della nuova udienza
Movimentazioni finanziarie “anomale”, le dichiarazioni sulla gestione dei cantieri e le criticità legate alle White List antimafia per la Caserta Costruzioni
CALVI RISORTA / SANTA MARIA CAPUA VETERE / Cronaca Giudiziaria (di Elio Zanni) – Ennesima tappa del processo a carico dell’ex sindaco di Calvi Risorta Giovanni Lombardi, dell’ex vicesindaco Giuliano Cipro e di altri imputati (tra cui imprenditori e tecnici come Piero Cappello, Tullio Iorio e Raffaele Pezzella). L’Udienza si è celebrata davanti alla Terza Sezione penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta da Luciana Crisci con a latere Valerio Riello e Luca Vitale. La mattinata di venerdì 6 novembre 2026 è stata dedicata all’audizione dei testimoni indicati dalla difesa nell’ambito della prosecuzione dell’istruttoria.
Tra i colpi di scena, l’assenza dall’aula di ben sei tra i dieci testimoni indicati dalla difesa con l’inevitabile decisione fiale di sanzionare tra gli assenti coloro che non avevano presentato regolare giustificazione. Ma andiamo con ordine.
L’udienza si apre alle 12 con la verifica delle presenze e la formalizzazione dei difensori: l’avvocato Mitri (sostituito dall’avvocato Vizzini), De Sanctis in sostituzione dell’avvocato Vizzini, l’avvocato Fabrizio Pessina, l’avvocato Sergio degli Angeli (sostituito per delega dall’avvocato Rossella Storino).
La prima fase istruttoria entra nel vivo con l’esame dei flussi finanziari e delle modalità di movimentazione bancaria collegate ai rapporti d’affari delle società coinvolte. Viene escusso il primo Teste e nel corso dell’esame sul funzionamento dei rapporti con l’istituto di credito e sulle operazioni di conto corrente, l’attenzione si sposta sulle figure operative interne alla banca.
Ebbene, dall’esame emerge il nodo cruciale relativo alla gestione delle disposizioni di cassa: pur non rivestendo formalmente la qualifica di sportellista di cassa, il teste viene spesso interpellato direttamente per esigenze di movimentazione complessa o per operazioni anomale che esulano dalla normale operatività di sportello.
Le domande del giudice e delle parti mirano a chiarire perché determinate richieste economiche transitassero attraverso canali interni specifici anziché seguire il normale iter di cassa, delineando una gestione accentrata o comunque mediata di alcune posizioni finanziarie sensibili. Non so è capito, per ora, a quale deduzione abbiano portate le risposte dell’impiegato bancario.
L’udienza è proseguita con l’escussione della Teste (di Piedimonte Matese), chiamata a deporre in merito alle attività operative nei cantieri, all’inquadramento delle maestranze e ai rapporti contrattuali con le società indagate, tra cui la Costruzioni Generali Sub Srl.
Il teste conferma l’esecuzione di lavori di sistemazione idraulica, realizzazione di gabbionate e interventi sul fiume Tevere nelle zone di San Gemini e San Nicola, oltre che nei cantieri di Piedimonte Matese. Alla domanda su chi dirigesse i lavori, la teste individua chiaramente il geometra (che cita per nome e cognome) quale direttore ed effettivo responsabile di cantiere, affiancato da un capocantiere. Riguardo alle modalità di assunzione, emerge un circuito informale ma istituzionalizzato: la segnalazione per l’impiego sarebbe pervenuta tramite il Comune (o contatti interni all’amministrazione comunale) a fronte di situazioni di disoccupazione e disagio familiare. Tra i colleghi di cantiere vengono menzionati R.A. e L.R.
Sul fronte dei pagamenti, la teste conferma di aver percepito una retribuzione mensile regolare (attorno ai 1300–1350 euro) erogata formalmente tramite bonifico bancario e accompagnata da regolare busta paga, sebbene persistano zone d’ombra sulla reale riconducibilità dei mandanti di pagamento e sui soggetti giuridici sottostanti. La Gestione Societaria e l’Impatto delle Amministrazioni Giudiziarie.
La parte centrale e più rilevante dell’udienza si sviluppa con l’esame Teste (nata a Caserta), amministratrice e socia della Caserta Costruzioni Sas. La sua deposizione getta luce sui complessi strascichi contrattuali e finanziari successivi ai provvedimenti giudiziari a carico delle società e sull’interazione con gli amministratori giudiziari. Interessate il fatto che l’amministratrice abbia ammesso che, nonostante l’intervenuta misura ablativa e la nomina dell’amministratore giudiziario, la società ha continuato in molti casi a operare utilizzando i riferimenti contrattuali preesistenti o gestendo le commesse in corso d’opera (come nel caso della ditta Servizi Antincendio Fuoco), puntando all’ultimazione dei lavori per il successivo incasso o alla definizione transattiva dei rapporti pendenti.
Il quadro si complica drasticamente quando intervengono le compagnie di assicurazione e finanziarie – nello specifico viene citata La Finanziaria Romana SpA – le quali comunicano formalmente l’impossibilità di proseguire i rapporti contrattuali o di avviare nuove commesse. Il motivo risiede nel mancato inserimento nelle White List antimafia e nel mancato perfezionamento dei pagamenti regolari, circostanza che costringe la Caserta Costruzioni a interrompere i flussi o a congelare i cantieri non ancora ultimati.
Nel corso dell’esame incrociato vengono passati al setaccio i rapporti con altre entità commerciali, tra cui la Copet (con una continuità d’affari stimata da circa dieci anni fino al 2023) e la fitta rete di contatti interpersonali tra uffici e cantieri, menzionando figure conosciute presso gli uffici della Rinascente e i contatti operativi con chi gestivale commesse. L’udienza viene quindi aggiornata dal giudice Crisci per il completamento dell’istruttoria dibattimentale e l’ascolto dei restanti testi citati dal Pm e dalle difese.






