«Era andata in tilt l’alimentazione del PC, mettendo ko le casse e quindi le offerte» Decò di via Sturzo precisa i motivi dell’apertura in ritardo del 3 novembre
Con buona pace per gli hacker malvagi da noi a Teano: celle frigorifere alimenti e congelatori inviolati
TEANO (di Elio Zanni) – «Sì, è vero, quel giorno qualcosa non funzionava, per questo abbiamo aperto più tardi. Ma per fortuna era andato fuori uso solo il sistema di alimentazione del computer di riferimento, senza il quale alle casse non era possibile applicare nemmeno le offerte del giorno». Finalmente è stato svelato – direttamente dalla Direzione interna – il “mistero” della chiusura delle prime due ore del Decò di via Luigi Sturzo a Teano. Confermando quello che scrivevamo l’altro giorno in riferimento ai sistemi di refrigerazione: non colpi e non sarebbe stato possibile anche perchè non smart!
Ricordate? Eravamo solo due giorni fa, il 3 novembre 2026. I clienti si accalcavano all’ingresso del supermercato e si arrovellavano il cervello sui motivi possibili del ritardo. Sui TG nazionali si parlava di «attacchi hacker» ai sistemi di refrigerazione della grande distribuzione e così, nel modo più naturale possibile, qualcuno ha azzardato questa ipotesi anche per Teano.
Ma in redazione, a teanoce, riflettendo sull’accaduto e con una telefonata (la classica verifica) sempre al supermercato, capimmo subito come un attacco informatico fosse da scartare perché, anche volendo, non avrebbe potuto danneggiare gli impianti di via Sturzo; e così scrivevamo: «Niente a che vedere con i congelatori e le celle frigorifere dei generi alimentari». E poi ancora: «Il problema ha riguardato esclusivamente le casse e il “server” interno [c’è da sapere che anche un computer può fare fa da server, NdR], che impediva alle cassiere l’elaborazione delle offerte del giorno, cui i nostri clienti tengono tanto».
Per i teanesi quel negozio è ormai un punto di riferimento e, di bocca in bocca, la notizia dello strano ritardo nell’alzare le saracinesche è arrivata anche al nostro giornale, che però aveva cercato di spiegare freddamente e tecnicamente che, se un congelatore o un qualsiasi altro dispositivo non è “smart” – ossia non collegato alla rete interna – diventa inattaccabile dagli hacker. Però spesso c’è chi si ferma solo all’ipotesi sollevata dal titolo degli articoli (non a caso chiamati anche “strilli”) e le mille parole successive scritte nel pezzo, nel migliore dei casi, non servono a chiarire i fatti.
Ma la Direzione ha voluto meglio chiarire e noi abbiamo accolto la gentile richiesta. Dunque, tenere abbassate le saracinesche per le prime due ore non è stata una scelta della direzione, ma una necessità tecnica: quella di dare il tempo agli esperti di riparare o sostituire l’alimentatore del computer che gestisce le casse. «Un atto di sacrificio onesto» — come pure scrivemmo nell’articolo del 3 novembre — «una decisione improntata alla trasparenza che ha permesso di riavviare i servizi alle 10, garantendo la fruizione degli sconti previsti».






