Che orrore, una ricarica per auto elettriche che deturpa piazza Duomo e la Cattedrale
I lavori fatti col solito «silenzio assenso». Ma adesso chi paga spostamento e ripristino dei luoghi?
TEANO (Elio Zanni) – Obbrobrio, Nel cuore del centro storico di Teano, nella splendida Piazza del Duomo, è apparsa una colonnina per la ricarica delle auto elettriche, in sfregio al posto e alla presenza dell’opera architettonica, tutelata, della Cattedrale di San Clemente. Questa struttura, che vanta la firma dell’architetto Andrea Vaccaio nella sua originale conformazione medievale e la sapiente ricostruzione post-bellica di Roberto Pane, ha visto tante nefandezze accadere ai suoi piedi nel corso dei secoli, ma mai un affronto così pacchiano e volgare.
L’installazione nella piazza della sede vescovile diocesana, per colmo di assurdità, va anche contro la nefasta logica di dare spazio alle auto in centro che sembra perseguire l’attuale Amministrazione comunale fin dal suo insediamento. Amministrazione che ha eliminato i parcheggi a tempo e aumentato gli stalli bianchi, dando il via libera al dilagare massimo possibile delle auto in centro. La colonnina di ricarica, infatti, sottrae ben tre degli pseudo «preziosi» posti auto: senza contare le eventuali automobili che sosteranno lì, in attesa del turno di ricarica.
E il tradizionale mercato del sabato?
Quali saranno le conseguenze per i commercianti ambulanti del mercato del sabato mattina (recentemente e malvolentieri ricollocati proprio in Piazza Duomo), delle auto ferme per la ricarica (quelle in carica e quelle in attesa)? È facile prevedere ricadute negative in termini di vivibilità e assetto logistico anche durante la festa del santo patrono, San Paride, quando la piazza diventa il luogo del concerto finale.
La malattia del silenzio assenso
Sembra che la società installatrice abbia presentato una richiesta di autorizzazione alla quale, come nei peggiori dei casi (e come già accaduto con Open Fiber…), l’Ufficio tecnico del Comune di Teano non abbia mai dato risposta. Questo ha fatto scattare il solito, deleterio, deprecabile e non più giustificabile per i tanti impiegati presenti «SILENZIO ASSENSO». Una regola che potremmo tradurre così: «Tu Comune non mi rispondi? Non hai tempo o non ti interessa? E io, Ditta, Società per azioni, io Costruttore, Libero professionista, Privato cittadino: faccio quello che voglio!».
Ma adesso chi paga?
Si perché quella roba va fatta sparire da quel posto. Vedremo anche cosa ne pensa la competente Soprintendenza; posto che non sia stata consultata. Perchè caso mai avesse dato parere positivo il guaio sarebbe ancora più grosso. Intanto, chiediamoci: dove sono e che fine hanno fatto o cosa faranno i nostri assessori. È mai possibile che non abbiano notato l’installazione? Si direbbe, fino a questo momento, che la colonnina di ricarica alla Elly Schlein: non l’hanno vista arrivare…
E i vigili urbani, non è parsa assurda la realizzazione e la ubicazione di quel totem? Una cosa è sicura: quell’obbrobrio lì non può restare: pena trasformarsi nel simbolo del disinteresse totale dei politici locali di oggi per la tutela dei luoghi, dei segni e dei simboli della nostra Storia.






