Roccamonfina, incendio prima della sagra: interviene lo stesso gestore
Il locale in uso allo Staff di cucina impegnata nella preparazione delle pietanze tipiche. Cortocircuito
ROCCAMONFINA (di Anna Izzo) – Un principio d’incendio causato da un cortocircuito si è verificato all’interno di un locale adibito a cucina, allestito in vista della sagra cittadina. Fortunatamente, nei giorni scorsi, il gestore è riuscito a spegnere tempestivamente le fiamme prima dell’arrivo dei Vigili del Fuoco.
Tanto fumo e, per fortuna, poco arrosto: le fiamme, scaturite da un cortocircuito generatosi per cause ancora da accertare, sembrano aver bruciato il contatore dell’energia elettrica. Il locale – in uso alla squadra di cucina impegnata nella preparazione delle pietanze tipiche di Roccamonfina, da servire sulla terrazza sovrastante un noto bar di Piazza Nicola Amore – non ha riportato danni strutturali, se non lievi annerimenti nell’angolo in cui era posizionato il contatore.
Il denso fumo scaturito dalle fiamme ha subito allertato i cittadini, che hanno dato l’allarme. La vicenda si è conclusa senza feriti né danni ingenti. Se il gestore non fosse intervenuto con prontezza, il proprietario dell’immobile, residente a Roma, si sarebbe ritrovato a dover sostenere ingenti spese di ripristino. Pur conoscendo tutti i soggetti coinvolti nell’episodio, si sceglie di non riportarne le generalità per tutelarne la riservatezza.
Che cos’è un cortocircuito e cosa succede fisicamente?
Quando si verifica un cortocircuito, due conduttori a potenziale diverso (come la fase e il neutro) entrano in contatto diretto tra loro, bypassando il normale carico o la resistenza dell’utilizzatore.
Ecco cosa accade a livello fisico e strutturale: Picco estremo di corrente: poiché la resistenza del circuito diventa quasi pari a zero, l’intensità della corrente elettrica aumenta in modo drastico e istantaneo. Surriscaldamento (effetto Joule): il flusso massiccio di energia genera un calore intenso nei cavi, che può far fondere la guaina isolante in plastica e raggiungere temperature elevatissime (fino a 1000 °C), con il concreto rischio di scintille o esplosioni del cavo.
Intervento delle protezioni: per evitare conseguenze più gravi, entrano in gioco i dispositivi di sicurezza dell’impianto — come l’interruttore magnetotermico o i fusibili — che scattano aprendo il circuito e interrompendo immediatamente il flusso elettrico. Conseguenze visibili: l’evento è spesso accompagnato da un blackout improvviso, un forte rumore o schiocco, scintille e un acre odore di bruciato. Se le protezioni non funzionano o risultano assenti, si possono innescare veri e propri incendi o gravi danni agli elettrodomestici collegati.






