Inchieste

Teano, i cittadini vogliono vederci chiaro: «La pubblica illuminazione nel nostro quartiere somiglia alle luci votive». Video

Dubbi e polemiche di cittadini e commercianti nei quartieri di via 26 Ottobre e via Garibaldi

TEANO (elio zanni) – La società lautamente pagata a contratto (quasi) fisso dal Comune di Teano cambia le lampade della pubblica illuminazione, passando dall’incandescenza ai led. Ben fatto. Un cambiamento opportuno, che lo stesso Comune di Teano doveva e poteva fare in autonomia. Ad un certo punto, però, l’Ente locale ha politicamente scelto di non credere nelle proprie capacità di miglioramento, riorganizzazione, investimento e risparmio, consegnandosi per un tempo lunghissimo nelle mani di un soggetto privato.

Una scelta politica che (al di là del lato economico e finanziario) non è detto debba tradursi nel silenzio dei cittadini, qualora questi percepiscano o registrino anomalie, disservizi o discrepanze tra la qualità promessa e attesa (decisa a contratto) e quella effettivamente percepita. È proprio il caso della sostituzione dei corpi illuminanti della pubblica illuminazione. In alcune strade e interi quartieri i residenti si ritengono soddisfatti e anche di più, ma in altri paragonano (non senza una vena di legittimo sarcasmo) la pubblica illuminazione alle luci votive del cimitero.

È certamente un modo per rendere il problema evidente, amplificandolo in maniera macroscopica nella speranza di trovare ascolto. In tutto questo si innesta la segnalazione al giornale dei disagi registrati, situazioni che siamo andati a verificare direttamente con dei sopralluoghi sul campo. Ebbene, salta agli occhi la netta differenza, per esempio, tra viale Europa, viale dei Platani e via Mercato rispetto a via Giuseppe Garibaldi – dove l’animo umano si intristisce nella penombra – fino al caso limite di via 26 Ottobre, nel tratto che va verso il ponte degli svizzeri in direzione Caianello. GUARDA IL BREVE REPORT VIDEO

Una specie di «Nel buio degli anni luce», rubando il titolo di un vecchio (ma ancora valido) libro del grande Piero Angela, nel tentativo di rappresentare il disagio espresso da cittadini e commercianti di via 26 Ottobre a Teano. Parliamo ovviamente di sensazioni, di luce percepita, facendo delle valutazioni empiriche dell’intensità di Lux generata dai gruppi led; non abbiamo utilizzato luxmetri (per il momento) e non abbiamo coinvolto esperti di illuminotecnica. Nondimeno a tutto questo sopperiscono, a nostro avviso e grazie a Dio, gli occhi, facendoci notare che i lampioni di via 26 Ottobre, per esempio, non riescono a raggiungere con un’opportuna intensità la pubblica via, proprio come lamentano i residenti.

Non v’è chi non veda che gli stessi gruppi led, montati sotto le teste dei pali, appaiono di dimensioni inferiori rispetto ai gemelli di viale Europa. Insomma, certe differenze saltano agli occhi, facendo venire meno la necessità di utilizzare sofisticati dispositivi elettronici per la misurazione dell’intensità luminosa. Certamente avranno giocato un ruolo fondamentale le norme nazionali e i regolamenti regionali in materia di inquinamento luminoso. GUARDA IL BREVE REPORT VIDEO

Ma, anche se così fosse, perché si ha la netta sensazione che tali norme siano state applicate in senso restrittivo solo in taluni quartieri? I cittadini residenti nelle vie etichettate ironicamente come “quartieri dalle lampade votive” non vogliono altro che una risposta, ovvero una soluzione.

Non potendosi rivolgere all’ente locale, al loro Comune o ai loro amministratori – che hanno scelto di cedere la gestione del servizio tirandosi fuori da certi “impicci” – si sono rivolti direttamente alla società privata. È proprio il caso di dire che i cittadini “vogliono vederci chiaro”. Si attendono risposte e soluzioni.