Inchieste

Teano, caos edilizia scolastica: attesa in Comune verifica ispettiva Ministeriale

Da passare al setaccio: i casi limite di Pugliano e San Marco, sollevati in Consiglio da Zarone di SiAmo Teano e la storia della “sicurezza” al 52%

TEANO (Elio Zanni) – A Teano, mai come in questo periodo e a cavallo del munifico Pnrr (Piano nazionale ripresa e resilienza) e dei fondi regionali s’impiegano grosse cifre per le strutture scolastiche dedicate all’infanzia (bambini da 0 a 6 anni). Si utilizzano fondi pubblici per costruire nell’ordine: un nuovo asilo in via Luigi Sturzo demolendo quello esistente e mai utilizzato e creando, ben presto, anche un polo scolastico in viale Sant’Antonio sempre però… rivolto all’infanzia. Tutto bene? Come no! Il nuovo cemento scolastico genera indotto – questo è un dato di fatto – progettazioni, incarichi, appalti e lavoro. È tutto legale, ci mancherebbe altro. Il fatto è che tutti sembrano chiudere gli occhi di fronte al fatto che trattasi di opere “ridondanti” come destinazione d’uso, tra l’altro realizzate in netta controtendenza rispetto all’andamento demografico e alla crisi delle nascite. Ma allora perché, cos’altro si potrebbe fare? 

Ed ecco allora il “piccolo” particolare di cui nessuno (o quasi) parla, ma sul quale il consigliere comunale Marco Zarone, del gruppo “SiAmo Teano”, sta puntando da diversi mesi la lente d’ingrandimento: l’assenza di strutture nuove per le scuole elementari e lo stato non proprio tranquillizzante dei plessi scolastici esistenti. «Attenzione – avverte, a tale proposito, Zarone – qui ci si dimentica del vero dramma: c’è carenza di strutture destinate alle scuole elementari (primarie), non sono previsti nuovi plessi e per gli edifici esistenti specifiche perizie tecniche in fatto di sicurezza, non io, parlano di criticità».

Il muro della maggioranza

La questione, discussa più volte e con toni accesissimi in Consiglio comunale, trova un punto di strozzatura nella evidente ostinata mancanza di volontà politica della maggioranza guidata dal sindaco Scoglio. Quest’ultima si rifiuta di discutere fattivamente della possibilità di recuperare, per esempio, risorse per le scuole primarie attingendo dai residui dei mutui o dalle economie mai utilizzate di progetti non ancora varati, riguardanti sempre l’edilizia scolastica.

Qui la questione si fa delicata e ostica per i non addetti ai lavori. Si parla di responsabilità per scelte politiche compiute e da compiere e del grado di sicurezza degli edifici frequentati dai bambini. Bisogna andarci con i piedi di piombo, ma anche con la coscienza in mano; come vorrebbe Zarone. È un settore nel quale è facile scivolare nell’equivoco confondendo la proposta contenuta nella critica politica e giornalistica con le accuse dirette. Un campo minato che ha convinto Zarone e la minoranza a richiedere un “giudizio terzo”. Un intervento “super partes” che prenderà forma grazie all’imminente arrivo, nelle stanze burocratiche e tecniche del Comune di Teano, di una Commissione di ispettori interministeriali. È questa la notizia del giorno.

La medaglia al merito ingiustamente “ridicolizzata”

La richiesta ben argomentata della minoranza consiliare è passata, stata accettata a livello ministeriale e gli ispettori dovrebbero iniziare il loro lavoro di analisi delle carte forse addirittura da domani, martedì 16 giugno 2026. Sarà un lavoro di analisi dei documenti amministrativi e contabili, delle scelte tecniche fatte e di quelle non fatte, nonché una valutazione serena dell’impiego dei fondi pubblici destinati all’edilizia scolastica. Zarone ha provato ad accennare nel civico consesso la notizia al sindaco Scoglio che – non certo per incoraggiarlo nel suo zelo – ha provato secondo noi a freddarlo con una delle sue frasi ricorrenti da caduta di stile: «E che ti aspetti, che ti diamo [o ti daranno] una medaglia?». Che c’è veramente dietro questa frase? Avremo modo di analizzare politicamente e sociologicamente questi fraseggi, ma per il momento urge parlare di edifici scolastici e sicurezza.

Il caso Pugliano: coefficiente di sicurezza statica 52%

«L’esempio lampante sono due plessi della scuola primaria “Giuseppe Garibaldi” – chiarisce Zarone, incontrato nei giorni scorsi nel centro di Teano – ovvero il plesso ubicato nella frazione Pugliano, attualmente aperto ma che sarebbe meglio ristrutturare urgentemente, e il plesso di San Marco, che io chiamo l’opera incompiuta e tenuta chiusa, avvolta da misteri burocratici e oggetto di ben due interventi di ristrutturazione, nessuno dei quali risolutivo». Un argomento buono per il team d’ispettori.

Infatti, per il Plesso di Pugliano, due perizie tecniche una relativa alla sismicità e l’altra alla resistenza dei solai (la prima nel 2021 a firma dell’ing. Luca Giorgio e la seconda, per altri versi consimili, a gennaio 2025 dell’ing. Maurizio Pezzuti) hanno rivelato che la scuola ha un coefficiente di sicurezza statica di appena il 52%. Nell’inevitabile linguaggio tecnico, si tratta di un numero puro (adimensionale) che misura quanto una struttura sia in grado di sopportare carichi maggiori rispetto a quelli massimi previsti in condizioni di esercizio normale. Ma è quel dato percentuale, già d’istinto, preoccupa. E sarebbe un bene se inducesse istintivamente l’amministrazione comunale a concentrare fin da subito le risorse economiche e le progettualità sulla messa in sicurezza degli edifici attuali o sulla creazione di nuovi plessi.

A impressionare non è solo quel “52%”, ma anche le spiegazioni fornite dai tecnici interpellati dallo stesso Comune: non si possono fare ulteriori carotaggi verticali per i test perché rischierebbero di minare la stabilità dell’edificio. E stiamo parlando di un plesso, quello di Pugliano, dove si svolgono regolarmente le lezioni. «Abbiamo sempre chiesto, senza mai ottenerla, una chiara autorizzazione statica per Pugliano», incalza Zarone. Non si temono accuse di procurato allarme, poiché ci si attiene scrupolosamente ai documenti disponibili e alle dichiarazioni rese durante le sedute consiliari.

Due interventi al Plesso San Marco che però resta chiuso

C’è poi il plesso di San Marco. Questa scuola ha ricevuto negli anni ben due finanziamenti per lavori di consolidamento e messa in sicurezza: uno nel 2021 con la ditta Isi Costruzioni e uno successivo affidato alla ditta Giennelle Tecnologie & Impianti. Nonostante ciò, la scuola è ancora chiusa e inutilizzabile. Dei primi lavori al San Marco non si sa nulla (il Comune non sarebbe in possesso del certificato di esecuzione per cui manca anche il saldo all’impresa edile che… ha sporto denuncia). Per il secondo intervento sempre sul plesso San Marco, i lavori risulterebbero eseguito solo parzialmente a causa – pare – del rincaro dei prezzi dei materiali edili. Ma è corretto, regolare e legale, sollevare il problema del rincaro a conclusione dei lavori di ristrutturazione, lasciando così l’opera incompiuta? Oppure bisogna trovare prima un rimedio al problema e assolvere al compito professionale: concludere l’opera qualora iniziata? Anche queste domande, a cantilena, continua a ripetere Zarone di SiAmo Teano in Consiglio comunale. Inascoltato, naturalmente.

La strategia di “SiAmo Teano”: riciclare i residui mutui

I consiglieri comunali di minoranza (Luana Camasso, Marco Zarone e Carmine Cataldo) hanno individuato da tempo l’unica soluzione logica per risolvere l’emergenza: completare rapidamente i lavori nella scuola di San Marco, trasformarla temporaneamente in un istituto comprensivo dove trasferire provvisoriamente i bambini di Pugliano. Non per chiudere Pugliano come si millanta tra i fan governativi, ma per consentirne la messa in sicurezza, per pensare di creare proprio a Pugliano un nuovo grande polo scolastico Comprensivo.

Per fare questo, però, servono fondi. La minoranza ha scoperto che nelle casse comunali ci sono risorse ferme, ristagnanti, che non vengono utilizzate, e ha formalmente richiesto più volte (sia a fine 2025 che ad aprile 2026) di sbloccarle. Un esempio su tutti sono i residui dei mutui per il Campo Sportivo “G. Garibaldi”. Il campo è stato infatti finanziato con altri fondi (Fsc), lasciando i vecchi mutui accesi con la Cassa Depositi e Prestiti inutilizzati e disponibili per essere stornati sulle scuole per circa 460mila euro.

Avv. Marco Matano

Zarone evidenzia anche la presenza di Fondi Regionali e d’Ambito (Fondi Siei) con diversi capitoli di bilancio bloccati: ad esempio, circa 27.600 euro derivanti da fondi del 2017 e ulteriori 49.724 euro trasferiti a Teano nel febbraio 2026 per l’edilizia scolastica. Non è finita. Altra proposta di Zarone di SiAmo Teano quella di utilizzare per gli arredi del plesso di San Marco i circa 36mila euro residui del 135mila con i quali sono state allestite due aule per materne nelle scuole Santa Reparata e Casale di Teano. Unico vicolo – come sottolineato dall’assessore Marco Matano – la presenza di bambini “atincipatari”. Ebbene, anche in questo caso Zarone fa notare che sono addirittura due gli alunni che anche nel prossimo ciclo scolastico iniziano la scuola con un anno di anticipo rispetto all’età standard. Risultato? Tutto fermo. Tutto bloccato. Forse solo perchè la proposta viene su dalla minoranza, la questione diventa politica?

Ispettori ministeriali al Comune

Di fronte alle continue proposte della minoranza per utilizzare questi soldi fermi in bilancio e completare la scuola di San Marco, il sindaco e la giunta hanno alzato un muro. Hanno opposto un netto diniego o, peggio, hanno scelto la via del silenzio assoluto – sull’esempio di come fanno con la Stampa non addomesticata – evitando di interloquire o fornire risposte scritte o verbali. Pensando così, di scoraggiare o sminuire la portata di eventuali azioni politiche di opposizione e inchieste giornalistiche.

Vistisi privati di qualsiasi dialogo, preoccupati per l’incolumità dei bambini e allarmati per la gestione del denaro pubblico, i consiglieri di minoranza si sono visti costretti a interpellare gli organi statali superiori. Hanno inviato una dettagliata richiesta di intervento ispettivo direttamente al Ministero dell’Istruzione e del Merito (coinvolgendo l’Ufficio di Gabinetto e la Direzione per l’edilizia scolastica) e all’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania.

Secondo noi l’obiettivo dell’ispezione ministeriale è duplice e in essa potrebbe rientrare il “caso scuola di Pugliano” anche riguardo la mancata acquisizione da parte della minoranza di tutte le autorizzazioni necessarie richieste. Controllare la regolarità amministrativa e contabile dei fondi europei, nazionali e regionali assegnati per la scuola di San Marco, verificando verosimilmente su tutta la partita l’esistenza o meno di eventuali irregolarità o utilizzo inappropriato dei finanziamenti vincolati.