Dario Boragine a Rete 4: «In quei contesti impossibile giudicare»: la testimonianza del gioielliere di Teano sul caso Roggero
Dal dolore per l’uccisione del padre Augusto alla riflessione sul dramma di Cuneo: la toccante e lucida testimonianza del gioielliere sidicino a «Zona Bianca»
TEANO / ROMA / ITALIA (di Elio Zanni) – Anche un gioielliere di Teano, Dario Boragine (della storica attività di famiglia, Gioielleria Boragine 1896), è stato intervistato a Zona Bianca su Rete 4, trasmissione ideata e condotta dal giornalista Giuseppe Brindisi. GUARDA LA CLIP VIDEO NELL’ARTICOLO…
L’argomento di ieri sera, 20 luglio 2026, è stato naturalmente il caso del gioielliere Mario Roggero, che ha spaccato profondamente l’opinione pubblica e il mondo politico italiano, trasformandosi in un simbolo polarizzante sul tema della sicurezza e della giustizia.
È stato rievocato così, su un canale nazionale, il gravissimo episodio che toccò nel profondo la famiglia Boragine, la moglie Dora e quindi Dario e suo fratello Antonello Boragine: la rapina alla gioielleria di Piazza del Municipio a Teano, durante la quale perse la vita il loro caro genitore, il compianto Augusto Boragine, nel tentativo di difendere il proprio lavoro e l’attività che portava avanti col fratello Imerio Boragine.
Dario, assieme a molti altri operatori del settore che hanno subito rapine, ha espresso un pensiero illuminante rispetto alla reazione di Mario Roggero, così come di chiunque – riteniamo – possa venirsi a trovare nelle stesse orribili situazioni. «Mario Roggero in realtà è andato ad aggredire da solo tre persone armate – ha detto subito, Dario – Però bisogna tenere conto che pochi attimi prima aveva visto quello che era successo ai suoi familiari: la figlia con la pistola puntata alla tempia, la moglie percossa. Cioè, noi ci dobbiamo rendere conto che per chi vive queste cose si tratta di attimi particolarissimi, ed è difficile prevedere quale potrebbe essere la reazione di ognuno di noi».
Dopo l’intervento di Dario (che a Teano centro continua orgogliosamente a portare avanti la bella tradizione di famiglia) e quello di molti altri suoi colleghi, in trasmissione si è continuato a discutere del gioielliere di Cuneo condannato in via definitiva dalla Cassazione a 14 anni e 9 mesi. I giudici hanno escluso la legittima difesa per l’uccisione di due rapinatori inseguiti e colpiti fuori dal negozio nel 2021.
Da una parte, i sostenitori e le forze di centrodestra lo vedono come un cittadino esasperato e abbandonato dallo Stato, invocando la grazia e una revisione estesa della legittima difesa. Dall’altra, le opposizioni, con esponenti del Pd e del M5s, si oppongono fermamente all’ipotesi di concessione della grazia a Roggero, avvertendo che giustificare la reazione armata in fuga significa legittimare la giustizia privata.
La trasmissione ha fotografato una comunità divisa, accendendo il confronto tra chi sostiene che il gioielliere abbia agito per esasperazione e chi invece sottolinea la gravità dell’inseguimento e della sparatoria avvenuta in strada. Nel corso della puntata sono state raccolte anche le reazioni dei familiari e del comitato dei sostenitori (tra cui altri negozianti) che difendonoRoggero, oltre a quelle delle famiglie delle vittime.







