Cultura Politica

«TEANO, SVEGLIATI: IL TUO PATRIMONIO STA MORENDO»

Museo Diocesano con Archivio e Museo Archeologico di Teanum Sidicinum nell’oblio e nell’abbandono

prof.ssa Carmen Autieri

TEANO (di Carmen Autieri)* – Scrivo a nome di ESSE Archeologia, ma soprattutto scrivo come cittadina. Come teanense che ha il pudore di vergognarsi. Il 20 maggio 2026 ho inviato una lettera ufficiale al Vescovo di Teano-Calvi, alla CEI e alla Soprintendenza. Denunciavo lo stato di abbandono del Museo Diocesano con annesso Archivio: chiuso, inaccessibile, spogliato di ogni funzione. Un luogo che dovrebbe essere officina di memoria e bellezza è stato ridotto a un magazzino segregato.

Il torpore di Teano e la falsa cultura. È la fotografia di una città. Teano è dormiente. Dormiente perché ha smesso di credere che la propria storia valga qualcosa. Dormiente perché confonde la cultura con la retorica didattica, con quella pratica sterile e autoreferenziale che la riduce a lezioncina, a cerimonia scopiazzata, ad evento spot buono solo per la foto di rito. Una cultura d’ufficio, fotocopiata, che non indaga, non emoziona, non produce conoscenza e non restituisce identità. Una cultura che si consuma in un’ora e poi si archivia, mentre il patrimonio vero resta chiuso e muto.

Un’eredità dimenticata e non raccontata

Il Museo Archeologico di Teanum Sidicinum, nel Loggione, è il simbolo di questo oblio. Poco promosso, poco curato, poco raccontato. Nessuno spiega ai nostri ragazzi che Teano non è stata solo sidicina e romana. Teano ha una storia stratificata: bizantina, longobarda, normanna, sveva, angioina, aragonese. Teano ha accompagnato e visto la fine di menti come il poeta Tansillo, dando i natali ad eroi come Ludovico Abenavolo, e a tanti altri che hanno reso illustre questa terra. Eppure tutto questo tace. Manca la conoscenza. Manca la narrazione. Manca il rispetto.

L’assenza di visioni

Dove sono i progetti di valorizzazione? Dove sono gli approfondimenti scientifici? Dove sono le idee per trasformare questo patrimonio inestimabile in motore di turismo, di lavoro, di inserimento giovanile? Non ci sono. Perché non c’è volontà.

Un manifesto per il futuro. Dico SÌ a progetti seri che tutelino, restaurino, aprano, raccontino. Dico SÌ a una cultura che crei economia, che porti visitatori, che dia ai nostri giovani la possibilità di restare e lavorare nella propria terra. Dico NO alla cultura del menefreghismo. Dico NO alla cultura svuotata di senso. Dico NO a una città che dà più risalto al taglio di un tiglio che alla morte di un museo. Si preferisce il silenzio. Si preferisce non fare. Si preferisce barattare il futuro con logiche di parte e clientelismi stantii. E intanto il patrimonio, quello vero, marcisce nell’indifferenza.

L’appello alla comunità e il dovere dell’orgoglio

Ai cittadini di Teano mi rivolgo direttamente: riconoscetevi nella vostra storia. Pretendetela. Entrate nei musei e li trovate chiusi? Chiedete perché. Vedete un bene abbandonato? Denunciatelo. Non delegare è complicità. Tacere è assolvere. Teano non ha bisogno di pietà. Ha bisogno di orgoglio. Ha bisogno di cittadini che si ribellino all’idea che questa città debba essere solo un luogo di passaggio.

Le competenze ci sono: ora serve la volontà

Io ci sono. ESSE Archeologia c’è. Abbiamo competenze, abbiamo progetti, abbiamo la Carta Museale pronta e ignorata. Manca una cosa sola: la volontà politica e amministrativa di cambiare. Teano, svegliati. Prima che sia troppo tardi e non resti altro da salvare. [*Presidente Nazionale Esse Archeologia, professoressa, archeologa]