La Precisa spolettificio di Teano: il dolore non si spegne a 62 anni dalla strage
La memoria dei cinque operai morti e dei feriti nel 1964 e i timori mai sopiti per il futuro dell’area
TEANO (di Elio Zanni) – Ricorre oggi il sessantaduesimo anniversario della tragica esplosione avvenuta il 24 settembre 1964 nello spolettificio “La Precisa Spa” di Teano, un drammatico incidente sul lavoro che segnò per sempre la storia e la memoria della comunità sidicina. Tentiamo allora, sicuramente non nel modo completo che meriterebbe, di ripercorrere qualche passo di quegli anni, di quella storia, recuperando lanci di agenzie frammenti e ritagli di giornali dell’epoca e fotografie.
Ecco come il disastro di Teano inizio a fare il giro del mondo: «Sciagura nella fabbrica di bombe mano e altri ordigni bellici La Precisa Spa, stamattina poco dopo le 11; il bilancio è di cinque morti; mentre continua la conta dei feriti. Per le cause, si parla della caduta a terra e dell’esplosione di una cassetta di detonatori».
Avete appena letto alcune sintesi dei lanci d’agenzia, dell’Ansa (Agenzia Nazionale Stampa Associata), che si succedevano a ritmo frenetico. Seguirono poi le uscite di carta stampata, i titoli dei giornali, primo in testa Il Mattino, che per settimane continuò a parlare di quanto accadde a Teano ormai sessantadue fa: il 24 settembre del 1964.
Una tragedia sul lavoro, di quelle che succedono ancora oggi, purtroppo, malgrado si parli tanto di sicurezza, di controlli e ispettori, di intelligenza artificiale in grado di tenere tutto sotto controllo anche l’uomo stesso in ogni suo passo o decisione; in particolare nelle città industrializzate. E Teano, tra gli anni Sessanta e Settanta, con le sue La Precisa Spa, la Fly, la Unicoop, la Isolmer, la Irrigazioni Italia, era una specie do piccola città industrializzata. Certo, industrie, fabbriche create purtroppo solo per sfruttare i primi cospicui fondi della Cassa per il Mezzogiorno. In qualche caso però, anche solo per utilizzare la numerosa manodopera, la disponibilità di spazi, le richieste della politica.

Ed è proprio in una delle figlie del boom economico, ossia nello spolettificio La Precisa (che è andata avanti su commesse dell’Esercito Italiano fino alla prima metà degli anni Novanta), che accadde il più atroce disastro sul lavoro che Teano ricordi. L’esplosione e le macerie, infatti, provocarono la morte Maria Luigia Capuano, di 25 anni, Clelia Feola di 23 anni, Anna Orciuolo di 28 anni, Sofia Mele di 25 anni e Guelfo Giacinto di 25 anni.
Tra i corpi carbonizzati e quelli dilaniati – come riportano le cronache dell’epoca – i soccorritori riuscirono in salvo alcuni feriti gravi. Si trattava di Anna Mesolella, 20 anni di Teano, Anna Donatiello di 21 anni di Sparanise, Sabina Pilotti di 21 anni di Teano e Donatella Tammaro, sempre del posto. Teano stretta nel dolore collettivo, fu per un tempo che sembrava non finire mai, una città listata a lutto. Poi i funerali nella Cattedrale, «al cospetto di circa diecimila persone» e tantissime autorità militari, civili e religiose.
I numeri dell’opificio e le cause delle sciagura

Nei periodi di piena attività, “La Precisa” dava lavoro a circa 300 operai, in maggioranza giovani. Al momento del disastro, gli addetti alle dipendenze della fabbrica erano 170. Per quanto concerne la causa dell’esplosione, è da escludere che fosse avvenuta durante la lavorazione dei detonatori. L’ipotesi oggi ritenuta più plausibile suggerisce che una cassa di detonatori già armati sia accidentalmente sfuggita durante il trasferimento verso il reparto collaudi. A sostegno di questa ricostruzione vi è la scoperta di una profonda voragine nei pressi dell’ingresso del settore 11. È altamente probabile che l’addetta al trasporto, tradita da un inciampo o da una scivolata, sia rovinata al suolo insieme al carico esplosivo.
Il giallo del 2005 un boato misterioso. La scoperta del 2012
Molto a margine del ricordo delle povere vittime del lavoro, rimane impossibile non fare accenno anche che quella parte di La Precisa, di recente, ha spaventato la città. Alle ore 12 del 4 agosto del 2005, infatti, i residenti di viale Ferrovia udirono un sordo boato e poco dopo videro alzarsi nell’aria un’inquietante nube policroma: rossa e marrone.

Un monito per chi si era dimenticato che una parte di La Precisa, sotto forma di polveri e solventi chimici, era ancora lì, dormiente. A riprova di tanto, il fatto che la ricaduta al suolo della polvere dell’esplosione, sulle cui cause non è mai stata diffusa la verità, spedì in ospedale alcuni cittadini con la pelle piena di bolle e gli occhi irritati.
Mentre ai primi del mese di luglio del 2012 risale il ritrovato un ordigno bellico nell’ex fabbrica “La Precisa” di Teano Scalo, seguito dodici giorni dopo da operazioni di brillamento sul posto. A trovare la bomba furono gli uomini della Guardia di Finanza mentre facevano dei sopralluoghi presso la struttura della frazione di Teano Scalo, nell’ambito di alcune operazioni di verifica del posto ancora pieno di amianto, ecco che scoprirono nei terreni circostanti gli edifici della fabbrica la presenza di un proiettile lungo circa 60 centimetri e molto probabilmente risalente alla Seconda guerra mondiale.
La situazione odierna
La situazione odierna è pubblicamente ignota. L’area ex Precisa, dopo il sequestro e un fallimento iniziato nel 1995, cambiò proprietà in vista di possibilità edificatorie a partire da un megagalattico agriturismo con maneggio, piscine e albergo poi tutto restato al palo. Oggi i cittadini residenti nei paraggi segnalano un andirivieni di camion e altri mezzi di trasporto, ma nessuno sa veramente qualcosa di preciso delle sorti odierne dell’area ex La Precisa Spa. Noi continueremo per quanto nelle nostre possibilità a tentare di seguire le sorti di qui luoghi guardando al passato ma anche al presente, ogni volta che ne avremo l’occasione CLICCA E LEGGI ANCHE QUI – [Si ringrazia per la disponibilità di alcune foto Lorenzo Izzo di Calvi Risorta NdR].







