«Decisione incomprensibile»: la rabbia della comunità di Casi per il trasferimento dell’amato don Giuseppe Carlino
“Lettera aperta” dei parrocchiani al Vescovo: «Una decisione che cancella quanto di buono è stato fatto»
TEANO (di Elio Zanni retenews24@gmail.com ) – «Siamo davvero amareggiati dalla decisione del Vescovo, che rispettiamo ma non capiamo e condividiamo affatto. Vorremmo che chi ha preso questa decisione comprendesse quanto abbia ferito Casi e quanto sia doloroso perdere una presenza che, in così poco tempo, aveva fatto tanto bene».
Quella che doveva essere la tradizionale celebrazione di San Michele di Vendemmia nella frazione di Casi si è trasformata in una giornata di riflessione dolorosa, segnata da un’assenza pesante e da una protesta accorata.
L’assenza pesante è stata quella della compianta e indimenticabile Sandra De Monaco e a gettare ulteriormente ombre sulla ricorrenza si è aggiunta una decisione che ha colto tutti di sorpresa: il trasferimento di don Giuseppe Carlino, collaboratore parrocchiale che in appena sei mesi è riuscito a diventare un punto di riferimento imprescindibile per l’intera comunità sidicina.
Ci è capitato da queste pagine di criticare anche il comportamento di certi parroci, ma stavolta dobbiamo ammettere che, invece, bastano spesso pochi gesti autentici per lasciare un solco profondo nel cuore di una collettività. È quanto accaduto a Casi, dove l’arrivo di don Giuseppe ha ridato linfa vitale alla vita parrocchiale, conquistando la fiducia trasversale di giovani, famiglie e anziani.
Una “lettera aperta” al Vescovo e alla città

Così, quella che abbiamo voluto definire “lettera aperta” diffusa via social in queste ore dai residenti fotografa perfettamente questo legame speciale: «In soli sei mesi don Giuseppe è riuscito a farsi voler bene da tutti, giovani e anziani. Casi è piena di giovani volenterosi, con tanto spirito di iniziativa, e lui ha saputo dare fiducia e spazio alla loro voglia di partecipare, coinvolgendo tanti ragazzi nella vita della chiesa e della comunità. Ma il legame che si era creato abbracciava tutto il paese: persone di ogni età si erano affezionate a lui, trovando nelle sue parole e nella sua presenza ascolto, conforto e vicinanza».
Una vicinanza che ha reso la notizia della partenza un vero e proprio trauma collettivo, accolto – come raccontano i parrocchiani – tra incredulità, lacrime e rabbia. Il provvedimento disposto dal Vescovo di Teano-Calvi, Sua Eccellenza Monsignor Giacomo Cirulli, sebbene destinato alla vicina comunità di Casamostra, viene vissuto dai residenti di Casi come uno strappo ingiusto.
E Casi alza la voce
La frazione non ci sta a veder smantellato un percorso appena iniziato e alza la voce con fermezza, pur nel solco del rispetto istituzionale: «La comunità di Casi è stanca di sentirsi continuamente penalizzata e di vedere quanto costruito con impegno e affetto messo in discussione. È arrivato il momento di dire basta, di far sentire la nostra voce con rispetto, ma anche con fermezza. Chiediamo che la nostra comunità venga ascoltata e che si tenga conto dei suoi bisogni, dei suoi legami e del desiderio di continuare a crescere insieme».
Nelle pieghe di questo sfogo c’è il ritratto di una periferia diocesana che chiede di essere ascoltata e considerata nelle sue dinamiche umane e spirituali più intime, magari prima che siano assunte certe decisioni dall’alto: «Siamo davvero amareggiati dalla decisione del Vescovo, che rispettiamo ma non capiamo e condividiamo affatto. Vorremmo che chi ha preso questa decisione comprendesse quanto abbia ferito Casi e quanto sia doloroso perdere una presenza che, in così poco tempo, aveva fatto tanto bene.
Da Casamostra coltiverà la Pastorale giovanile di Casi
Toglierci la presenza di don Giuseppe ci è sembrato profondamente ingiusto e immotivato». Nonostante il profondo dispiacere, la lettera non si chiude nella polemica, ma riconosce il valore della continuità pastorale. La comunità esprime infatti gioia per il nuovo incarico che don Giuseppe assumerà a Casamostra e accoglie con un briciolo di sollievo la notizia che il sacerdote continuerà a occuparsi della pastorale giovanile locale. Ma il vuoto quotidiano resta incolmabile: «Siamo, però, felici per il ministero che don Giuseppe inizierà nella vicina Casamostra e ci conforta sapere che continuerà a occuparsi della pastorale giovanile di Casi».
L’epilogo e i ringraziamenti
Ma ciò non cancella il dispiacere di non averlo più ogni giorno nella nostra parrocchia, accanto a tutte le persone che si erano legate a lui. Restano tanta delusione e amarezza nel cuore, insieme alla gratitudine per tutto il bene ricevuto». L’epilogo è tutto un abbraccio di riconoscenza verso un pastore che ha saputo farsi prossimo: «Grazie, don Giuseppe, per il bene che hai donato a Casi e per esserci stato vicino quando ne avevamo più bisogno. San Michele ti accompagni nel tuo nuovo cammino» (La comunità di Casi).






