Cronaca bianca Politica

Criticità stradali, nuove polemiche sui lavori di manutenzione frazione Gallo

La denuncia da Roccamonfina: 4 interventi falliti sulla stessa caditoia tra spreco di denaro e rischi sicurezza

g. Anna Izzo

ROCCAMONFINA (di Anna Izzo) – Dopo essere stata oggetto di un provvedimento di blocco da parte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, che aveva accertato la mancanza di alcune autorizzazioni, la strada Gallo-Cembali (in località Voria) torna al centro delle polemiche per i ripetuti interventi su una griglia-caditoia che ha ceduto per ben quattro volte.

È inaccettabile che si continui a spendere denaro pubblico per riparare sempre lo stesso manufatto senza mai risolvere il problema alla radice. Questo non è un servizio reso ai cittadini a mio avviso, ma uno spreco di risorse comunali causato da interventi eseguiti senza alcuna competenza tecnica, ovvero “alla carlona”. La ditta responsabile deve rispondere in garanzia a proprie spese, mentre l’ufficio tecnico ha il dovere di vigilare sul rispetto della regola d’arte prima che qualche cittadino si faccia seriamente male.

L’Amministrazione comunale è tenuta a effettuare il collaudo e a verificare la corretta esecuzione delle opere prima di saldare le fatture. Pagare senza effettuare i dovuti controlli configurerebbe, in tal caso, una grave negligenza da parte del direttore dei lavori. Nel settore dell’edilizia e degli appalti pubblici, il principio della garanzia sulle opere è chiaro: se un intervento si danneggia in tempi così brevi, l’opera è palesemente viziata da difetti di esecuzione.

I riferimenti normativi e le responsabilità

La legge prevede che l’azienda esecutrice debba eliminare i difetti a proprie spese in virtù della garanzia sui lavori, senza poter avanzare alcuna richiesta economica aggiuntiva al Comune. Continuare a finanziare soluzioni tampone significa sperperare fondi pubblici a favore di chi ha dimostrato totale inadeguatezza tecnica.

Una caditoia che cede sistematicamente non rappresenta soltanto un disagio, ma un vero e proprio pericolo occulto, configurabile giuridicamente come “insidia stradale”. Nel caso in cui un ciclista, un motociclista o un pedone dovesse subire lesioni a causa di quella griglia, sia la ditta esecutrice sia l’Ente preposto alla vigilanza risponderebbero direttamente dei danni, con il rischio concreto di conseguenze penali per lesioni colpose. Aver liquidato i compensi senza garantire l’incolumità pubblica aggrava ulteriormente la posizione dei soggetti coinvolti.