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Video Gol. Nocelleto Carano 0-1, sconfitta che lascia l’amaro in bocca ai falchi

Resta dunque la sensazione di un’occasione persa

NOCELLETO / CARANO (ARNALDO BETTI) – Certe partite hanno un significato che va oltre i semplici tre punti. E quella disputata ieri dal Nocelleto del mister Steafno Calenzo contro la Virtus Carano allenato da Luigi Scagliarini. Per questo, al di là del risultato finale, ciò che lascia maggiormente l’amaro in bocca è la prestazione offerta dalla squadra, apparsa lontana parente di quella ammirata appena una settimana fa contro il San Martino Brezza.

Dai calciatori granata ci si aspettava una partita giocata con il cuore, con maggiore intensità e soprattutto con quella motivazione in più che avrebbe dovuto caratterizzare una sfida particolarmente sentita. Non va infatti dimenticato che l’intero staff tecnico è composto da uomini originari di Carano: allenatore, viceallenatore, preparatore atletico, preparatore dei portieri e team manager hanno tutti un passato legato alla realtà caranese. Un elemento che, inevitabilmente, faceva pensare a una prestazione ancora più determinata. E invece, proprio sotto questo aspetto, è arrivata qualche défaillance.

Il Carano ha avuto il grande merito di sfruttare al meglio l’occasione costruita in avvio e, una volta trovato il vantaggio con Matteo Di Meo che al 20’ di testa sfruttava al meglio una lunghissima punizione da centrocampo indirizzata in area di rigore, dove la difesa del Nocelleto si faceva trovare impreparata cosi da portare in vantaggio il Carano, che come detto, ha saputo gestire la partita con intelligenza e ordine. I padroni di casa hanno lasciato poco spazio alle iniziative avversarie, cercando in ogni modo di riequilibrare il match, ma gli ospiti sono riusciti a neutralizzare le principali bocche da fuoco della formazione locale.

In questa gara si è visto un attacco decisamente meno incisivo rispetto alla gara precedente. Mario Quintigliano, il bomber della squadra, è rimasto troppo spesso fuori dal gioco, ed anche il suo compagno di reparto schierato al suo fianco, proprio un ex Carano, è stato praticamente annullato dalla difesa a tre degli ospiti.

Il problema, però, non è stato soltanto offensivo. Anche il centrocampo non è riuscito a dare quella qualità e quella intensità necessarie per scardinare una squadra che, una volta avanti, ha potuto giocare una gara prevalentemente di contenimento e di trapattoniana memoria. Il possesso e la manovra non hanno avuto la brillantezza mostrata contro il San Martino Brezza e le conclusioni verso la porta avversaria sono state davvero troppo poche.

La fase difensiva, invece, ha offerto una prova complessivamente positiva. Il Carano, infatti, non ha costruito una quantità enorme di occasioni, ma è stato bravo a capitalizzare il vantaggio e a proteggere il risultato fino al triplice fischio.

Resta dunque la sensazione di un’occasione persa, soprattutto perché dopo l’ottima prestazione della domenica precedente ci si aspettava una conferma per il Nocelleto. Forse proprio quella vittoria contro una formazione di assoluto valore aveva fatto pensare di essere già arrivati al massimo della condizione e della qualità di gioco. Ma il calcio insegna che ogni partita è una storia diversa e che nulla può essere dato per scontato.

Quella di ieri è stata, soprattutto, una partita nella quale è mancata la necessaria incisività. È mancato quel qualcosa in più che, in una sfida particolare come questa, avrebbe potuto fare la differenza.

Perché una squadra che vuole ambire a qualcosa di importante non può permettersi di vivere di alti e bassi: deve trovare continuità, intensità e soprattutto la capacità di affrontare ogni gara con la stessa fame.

La sconfitta contro il Carano, quindi, deve servire da lezione. La prestazione di una settimana fa aveva mostrato le potenzialità della squadra; quella di ieri ha evidenziato, invece, quanto ancora ci sia da lavorare per trasformare quelle potenzialità in continuità di rendimento.