Politica

Versano senz’acqua da tre giorni: esplode la rabbia dei residenti. Faella si arrende

La capacità di urlare, “ma non troppo”. E la rivolta di Cappelle resta un caso isolato

TEANO (El.Z.) – Non ci posso credere: una persona, anzi un personaggio come il nostro Germano Faella, che getta la spugna e lo dichiara pubblicamente via web, preannunciando addirittura l’astensione della sua persona dal voto. È proprio la fine di tutto, è Teano a testa in giù.

Condivido l’esasperazione, la rabbia, la giusta rivendicazione – prima il blackout elettrico, poi la carenza idrica che si è protratta da ieri e fino a oggi 10 ottobre 2026 – ma l’astensione dal voto no.

Si tratta di un favore che si fa alle maggioranze consolidate, qualunque esse siano e ovunque siano annidate, non vado nello specifico. Simili maggioranze basano la loro forza politica su una serie di “galoppini” che controllano catene umane costituite da intere famiglie unite per via amicale, ripetuti momenti ludici e vincoli di sangue. Essi, i “galoppini”, quando sentono odore di scoramento e c’è il rischio di non riuscire a carpire il voto a un determinato cittadino, tirano fuori la lingua biforcuta e la frase fatta: «Fai bene, non andare, forse non vado nemmeno io».

Si tratta di una balla colossale. Un raggiro. Andranno eccome a votare, con la famiglia al seguito, e faranno una raffica di telefonate per verificare che tutti i componenti del consorzio familiare lo abbiano fatto o lo stiano per fare. Per chi non esegue e non va al seggio, varrà tolto il saluto per strada, i baci e gli abbracci dai nei momenti pubblici, persino ai funerali. A risultati ottenuti, però, per chi ha eseguito i compiti ci saranno sicuramente una pizzata politica e un brindisi alla fregatura tirata agli «astensionisti del cavolo», con la rielezione nei “saecula saeculorum” dei loro amici, parenti e affini.

Certo, il non voto è comunque un diritto, ma per chi scrive, nel tuo caso, sarei piuttosto propenso a seguire il suggerimento di Indro Montanelli. Uscito dal Corriere della Sera, l’illustre giornalista aveva da poco fondato Il Giornale, su cui firmò uno straordinario articolo di fondo intitolato “Turiamoci il naso e votiamo…”. Tralasciando i particolari, la Dc e il vecchio Partito Comunista – che il grande maestro intendeva osteggiare perché lo riteneva eterodiretto da Mosca – faresti comunque un dispetto al “regime democratico” consolidato che hai così coraggiosamente messo all’indice. Uscendo dalla cabina elettorale potresti fare il segno dell’ombrello e dire: Tiè.

Con istinti meno astensionistici rispetto al protrarsi della carenza idrica a Versano si è espresso anche l’amico Virgilio De Tora: «Dalla mattina dell’altro ieri 8 ottobre che stiamo senza acqua e tutto tace, eccetto qualcuno animato da buona volontà; ma forse è meglio così, può servire per svegliarci un po’, anche se sono molto dubbioso. Il vecchio detto “Quando la mia pancia è piena, quella degli altri non mi interessa” è sempre attuale».

Molto bene. Ci dispiace solo notare che entrambi non abbiano ancora capito che occorre, in certi momenti, aggiungere voce a voce e quindi postare le impressioni e le idee (in questo caso le loro) direttamente su un mezzo più idoneo che nn solo sul loro profilo Facebook. Bisogna trovare il coraggio di affidare le proprie impressioni a chi fa da qualche anno un lavoro di analisi dei servizi e dei disservizi locali, stigmatizzandoli a dovere quando ne ricorrano le condizioni, ossia: www.teanoce.it. Chiaro vi sia (e chiaro sia tutt)i che In questo modo, continuando ad urlare con piccole voci isolate, disperse nel deserto dei disservizi e nel mare del web, la protesta di Cappelle con i cittadini che manifestarono civilmente alle porte del municipio (e sempre deve essere cosi: civilmente) per i rubinetti a secco nelle loro frazioni, è destinata a resta un caso isolato. Ora non stiamo qui ad invitare i cittadini ad andare tutti i giorni a protestare in massa sotto il Comune ma, cavolo, almeno a partecipare alle sollecitazioni fatte via web, aggiungere voce a voce. Non è mica tanto bello poi, notare che certe persone, per quanto corrette e stimate, certi inaspettati alzano la voce solo quando un problema li tocca personalmente. Ecco perchè paliamo di inutile “rabbia” provvisoria: perchè bisogna contemperare anche i bisogni della collettività, i problemi delle altre frazioni e persino del centro. Bisogna stare attenti (abbiamo tradotto “arrabbiati”) sempre non provvisoriamente.

Comunque, per completezza informativa, riportiamo la versione integrale del post di Germano da Versano – ex amministratore politico, attento osservatore delle dinamiche locali, fine esperto enogastronomico e grande organizzatore di una delle più riuscite manifestazioni di promozione del territorio: Vèsano a Versano.

Germano Faella

G.F.: «Mi arrendo! Ho finito le parole per descrivere l’incapacità, il pressappochismo, la protervia di questa amministrazione comunale. Amministrazione la cui lista, che ha portato alla sua elezione, io stesso ho votato sperando nella competenza di tanti giovani professionisti che ne facevano parte. Avevo immaginato una stagione progettuale che, attraverso la creazione di nuove infrastrutture, desse impulso alle innumerevoli risorse del nostro territorio. Questi, portando avanti la tradizione di quasi tutte le amministrazioni che hanno governato il nostro comune nel passato, non sono in grado neanche di gestire l’ordinarietà.

Mi sono convinto che alle prossime elezioni comunali non solo non mi candiderò, come ha ipotizzato un mio concittadino, ma andrò a far parte di quel 50% di elettori che alla scorsa consultazione hanno preferito rimanere a casa. A proposito di gestione ordinaria, a Versano stiamo dall’altro ieri senza acqua. Ieri mattina ho informato l’ufficio acquedotto comunale del problema. Azioni messe in campo finora: ZERO». Speriamo solo (e riteniamo) che la resa di Faella, sia solo una provocazione politica.

Allora, ricapitolando, noi, come chiamiamo questi eventi ricorrenti? Ricorrenti al punto da essere diventati la normalità, dove sembrerebbe che in tanti vorrebbero fare la rivoluzione intorno casa e col loro social? Li chiamiamo Orgoglio momentaneo, tempesta lillipuziana, arrabbiatura passeggera, febbre da fieno che poi passa. Arriva l’acqua, stanno tutti bene a Versano: stanno bene tutti dappertutto. Si perde all’improvviso lo spirito di gruppo. Si riappendono le armi della critica al chiodo. Si smarrisce la strada della condivisione dei problemi e la precedente certezza che era ben possibile risolverli se solo al comando ci fosse stata gente politicamente più capace. Nella migliore delle ipotesi ci si convince che uno vale l’altro e quindi, con buona pace di Montanelli, si va a votare non solo turandosi il naso (in questo caso funzionerebbe la discontinuità), ma anche tutti gli altri orifizi corporali.