Cronaca nera

Allerta ambientale nell’Alto casertano. “SOStegno della nostra terra”:un impianto trattamento rifiuti tossici minaccia il presente e il futuro del territorio

Gli attivisti denunciano l’istanza dalla Mea Costruzioni e cercano unità con i viciniori Vairano e Caianello

MARZANO APPIO (EZ retenews24@gmail.com) – Scatta il codice rosso a Marzano Appio, dove il Comitato cittadino dall’emblematico nome “SOStegno della nostra terra” lancia un grido d’allarme disperato e alza le barricate contro quello che indicano come un imminente disastro ecologico senza precedenti: l’insediamento di un sito di rifiuti Raee (Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).

E pensare che è da oltre un anno che la popolazione vive nel terrore e nell’angoscia per una possibile installazione che rischia di condizionare per sempre il futuro dell’intero comprensorio, sollevando una rivolta popolare senza precedenti. La minaccia è concreta, imminente e spaventosa. Gli attivisti denunciano con forza che l’istanza presentata dalla ditta Mea Costruzioni Srl per la realizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti pericolosi, tossici e non pericolosi in Località Sarcioni, installazione ritenuta una vera e propria bomba ecologica a orologeria.

Si tratta di un pericolo che non si fermerà ai confini del comune: per vicinanza geografica e contiguità territoriale, anche i centri di Vairano Scalo e Caianello sono finiti direttamente nel mirino, condannati a subire le catastrofiche e irreversibili conseguenze ambientali e sanitarie di questo letale progetto. I rischi prospettati dagli attivisti disegnano uno scenario apocalittico per l’intero comprensorio: l’aria rischia di diventare avvelenata e tossica ad ogni respiro, mentre si profila lo spettro di una contaminazione irreversibile delle falde acquifere condivise, con il pericolo concreto di ritrovarsi sostanze letali nei rubinetti di casa.

A questo si aggiungerà il collasso totale della viabilità, con un viavai incessante di tir e mezzi pesanti carichi di scarti che sventreranno le strade locali, e la totale morte economica del territorio, con l’azzeramento del valore delle case, il collasso del turismo e la distruzione definitiva del patrimonio agricolo. La salute pubblica è a un bivio drammatico e la sopravvivenza stessa della popolazione è sotto attacco in quella che è diventata una battaglia disperata per l’esistenza.

Da qui l’appello finale, drammatico e senza sconti, lanciato dal Comitato: “Uniamo le forze prima che sia troppo tardi! È una questione di vita o di morte per la nostra terra. È assolutamente vitale che le comunità, le associazioni e le amministrazioni di Caianello, Vairano Scalo e Marzano Appio facciano squadra subito, blindando il territorio per monitorare con il fiato sul collo il procedimento regionale (art. 208 D.Lgs 152/2006) e alzare un’unica, potentissima ed estrema voce di opposizione per fermare questo scempio prima che distrugga definitivamente il nostro futuro!”

Perché “SOStegno” solleva l’Art. 208 del D.Lgs. 152/2006

Il cuore giuridico della vicenda è il richiamo all’Articolo 208 del Decreto legislativo n.152 del 2006 (noto come Codice dell’Ambiente).

Cos’è: Disciplina la procedura ordinaria per il rilascio dell’Autorizzazione Unica necessaria alla realizzazione e alla gestione dei nuovi impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti.

Come funziona il procedimento: L’istanza presentata dalla ditta avvia un iter centralizzato a livello regionale. La Regione ha il compito di convocare una Conferenza di Servizi alla quale partecipano tutti gli enti locali interessati (Province, Comuni, enti di tutela ambientale e sanitaria come ARPA e ASL) per valutare i progetti.

Il ruolo dei Comuni: Sebbene l’autorizzazione finale sia di competenza della Regione, i Comuni coinvolti esprimono pareri urbanistici, sanitari e ambientali vincolanti o determinanti all’interno della Conferenza di Servizi. Per questo motivo il Comitato chiede alle amministrazioni di “fare squadra” per far valere il proprio dissenso tecnico e politico in quella sede.